Matthew Lloyd

 

Michela: Ciao innanzitutto grazie per la disponibilità, iniziamo con il presentarti, quanti anni hai e cosa fai nel mondo del rap?

 

Matthew Lloyd: Ciao Michela , il mio nome è Mattia Lasio in arte “Matthew Lloyd”, ho 22 anni abito a Cagliari e sono  o perlomeno provo ad essere un MC (sorride, ndr). In futuro mi piacerebbe magari , provare a cimentarmi anche nelle produzioni ma per ora questa è solo un’idea.

 

Michela: Come è fare l’MC in Sardegna, come è la scena rap?

 

Matthew Lloyd: Senza dubbio parecchio divertente e stimolante! La scena rap è attivissima, sia per quel che riguarda gli MC’s sia per quel che riguarda i beatmakers, di conseguenza c’è la possibilità di rapportarsi con un bel po’ di gente dal bel talento.

 

Michela: Cosa pensi invece dell’attuale scena italiana?

 

Matthew Lloyd: Penso ci siano ottimi artisti e un sacco di giovani dalle ottime potenzialità che si stanno facendo conoscere; una prova di ciò è data, ad esempio dall’album di “Dj FASTCUT” “DEAD POETS”, nel quale sono presenti davvero tanti emergenti e nomi conosciuti, che hanno realizzato brani dall’ottimo valore, che rimarranno nel corso degli anni.

 

 

Michela: Torniamo a te, come nasce l’idea di fare l’MC?

 

Matthew Lloyd: Sono sempre stato un grande appassionato dell cultura hip hop “in toto” in tutte le sue quattro discipline da quando ho 10 anni. Ho iniziato ad avvicinarmi a questa cultura tramite youtube, all’ascolto di dischi storici come “SMX”, “MI FIST”, “TURBE GIOVANILI” e “SFIDE AL BUIO”; unendo ciò alla mia passione per la scrittura, ho deciso di provare a “rappare” mettendo su un tappeto musicale i miei pensieri, che si da piccolo appuntavo su un quaderno o dove capitava. Essenzialmente l’idea di fare l’MC nasce da questi due elementi, ovvero l’amore verso la cultura hip hop urban e il mio desiderio di esprimermi tramite la scrittura e di conseguenza il rap.

 

Michela: C’è qualche artista al quale ti ispiri o che ti abbia spinto in maniera particolare ad avvicinarti a questa cultura e in un certo senso ad entrarci a farne parte?

 

 

Matthew Lloyd: Uno dei miei artisti preferiti, che senza ombra di dubbio mi ha spinto ad approfondire questa cultura è stato “il grand chico snef” ovvero “Neffa”. Ho sempre apprezzato un sacco la sua attitudine e il suo modo di scrivere, quando avevo circa 15/16 anni ho letteralmente consumato dischi come “Neffa e i messaggeri della dopa” e “107 elementi” insieme a “Deda” e a “Al Castellana”.

 

Michela: Oggi hanno molto successo dei “rapper” che non danno molta importanza al contenuto dei testi, tu cosa vorresti comunicare attraverso la tua musica? Di cosa trattano principalmente i tuoi testi?

 

 

Matthew Lloyd: Personalmente do molta importanza al contenuto; attraverso la mia musica cerco di esprimermi il più possibile, cerco di esternare pensieri, sensazioni e stati d’animo. Riguardo le tematiche dei miei pezzi, il tutto varia a seconda del contesto, fondamentalmente scrivo e riverso in ogni mio testo tutto ciò che vedo, sento e che eventualmente mi infastidisce; la vita di tutti i giorni, i dialoghi con le persone; alcuni incontri costituiscono fonte di ispirazione per me e fonte di argomenti da trattare. Essendo io anche amante della letteratura e degli autori classici, in alcuni pezzi mi è capitato di fare qualche riferimento al mondo classico, magari tramite qualche storytelling incentrata sul quello specifico argomento. Mi piace principalmente però come ho detto in precedenza cercare di portare all’interno della mia vita chi ascolta un mio brano, quindi mi soffermo molto sulle esperienze di vita da me vissute.

 

Michela: Ho ascoltato qualche tuo pezzo e traspare molta rabbia nel tuo modo di rappare,  forse rappresenta anche una sorta di sfogo personale o ci ho visto male?

 

 

Matthew Lloyd: Ci hai visto benissimo direi! Per me lo scrivere e il rappare costituiscono una grande passione, che ho sempre avuto e di conseguenza quando mi trovo a registrare i miei pezzi contenenti le mie sensazioni e le mie prese di posizione, cerco di metterci più enfasi, impegno e pathos possibili.

 

Michela: Ieri è uscito il tuo ultimo pezzo, parlacene, parlaci dei tuoi progetti cosa hai in ballo?

 

Matthew Lloyd: Come appena hai detto, ieri è uscito il mio ultimo brano “Circostanze”, prodotto dal mio amico “Prisma”; è un brano molto riflessivo ed introspettivo, cantato su un tappeto musicale ironico ma avente un non so che di malinconico. Il pezzo è sicuramente polemico e vuole essere una risposta ed una critica a personaggi, frasi e commenti che mi sono sentito rivolgere in buffe circostanze, proprio come dico nel brano. Ultimamente sto lavorando ad un nuovo progetto, completamente auto-prodotto, che dovrebbe uscire entro un mese, massimo un mese e mezzo, quindi verso fine ottobre massimo i primi giorni del mese di novembre.

 

Michela: Ti capita spesso di collaborare con beatmakers, come scegli il beat adatto? Qual è lo stile che preferisci?

 

Matthew Lloyd: Riguardo il beat da utilizzare, dipende molto dal contesto e dal momento in cui mi trovo, apprezzo parecchio i beat malinconici come anche quelli più ironici, dove posso tirare fuori la mia parte “critica” e per certi versi cinica. Per quanto riguarda ad esempio il mio penultimo brano “Il momento opportuno” uscito un mesetto fa circa, sono andato a casa del mio amico “Prisma”, gli ho parlato di ciò che avrei voluto trattare e lui ha colto al volo ciò che avevo in mente ed ha iniziato a fare il beat seguendo una linea ironica e scanzonata, mentre lui componeva il beat io scrivevo il brano e tempo un’ora e mezza circa abbiamo ultimato tutto.

 

Michela: Diciamo che hai la fortuna di poter lavorare a stretto contatto con i beatmaker, quali sono le tue ambizioni?

 

Matthew Lloyd: Non so se si possa parlare di “ambizioni”, al massimo ho qualche obbiettivo, personalmente mi interessa esprimere ed esternare ciò che provo e ciò che penso riguardo ciò che mi circonda, spero pian piano di poter migliorare nella scrittura e di poter conoscere ragazzi validi con cui avere l’opportunità di collaborare e stabilire un buon rapporto umano.

 

Michela: Dove possiamo seguirti hai pagine canali?

 

Matthew Lloyd: Assolutamente si, trovate tutti i miei pezzi nel mio canale youtube e potete rimanere aggiornati riguardo la mia musica, dando un’occhiata alla mia pagina Facebook.

 

Michela: È una cosa che sto chiedendo un po’ a tutti, se ti chiedo cos’è il rap cosa mi rispondi?

 

Matthew Lloyd: Un mezzo importantissimo e dalla grande forza di comunicazione ed espressione dei propri ideali, di messaggi, per quel che mi riguarda nello specifico, ti direi che il rap per me è quel mezzo, quella possibilità di espressione che mi consente di provare a dire e a ricercare la mia verità.

 

Michela: Per me va bene cosi, c’è qualcosa che volevi dirci che non ti ho chiesto?

 

Matthew Lloyd: Anche per me va benissimo cosi; ci tenevo a ringraziare te Michela per la disponibilità e il tempo dedicatomi e il mio caro amico Alessandro che mi ha spinto a perseguire la mia passione verso la scrittura e la cultura hip hop; tutti i ragazzi con cui ho avuto il piacere di collaborare ed avere a che fare ed in fine tutti gli psicopatici sparsi per il mondo, “Matthew Lloyd” sta dalla vostra e vi supporta (sorride, ndr.).

 

Lascio in allegato i link della pagine del nostro amico: 

https://www.youtube.com/channel/UCwA6POHtaJEGh35Va61ViHg

https://www.facebook.com/Matthew-Lloyd-1772821103035233/

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